Servizio di Formazione all’Autonomia per l’integrazione sociale di persone

disabili (SFA)del distretto di Morbegno



CARTA DEL SERVIZIO




Premessa


Parte 1

Perché esiste il SFA?

Pag. 2

Parte 2

Piano offerta educativa

Pag. 3

Parte 3

Funzionamento del SFA

Pag. 4


1) Orario di apertura e frequenza



2) Sede



3) Personale



4) Attività



5) Trasporti



6) Convenzione con l’Ufficio di Piano



7) Accesso al servizio



8) Frequenza e retta mensile



Per informazioni e contatti

Pag. 7


Premessa

La presente Carta ha lo scopo di presentare il “Servizio di Formazione all’Autonomia per l’integrazione sociale di persone disabili” (d’ora in poi chiamato “SFA”) del distretto di Morbegno, per aiutare chi entrerà in contatto con il servizio, in primo luogo i familiari delle persone che vi trascorreranno del tempo, a capire meglio e – possibilmente - condividere le ragioni che lo animano.


Perché esiste il SFA?

Il Servizio di Formazione all’Autonomia del distretto di Morbegno nasce il 14 settembre 1998, a due anni dalla presentazione del progetto, attraverso la stipula della convenzione tra ASL e Cooperativa “Insieme”. Nell’arco di pochi anni il SFA, da progetto sperimentale, diventa un servizio rientrante a pieno titolo nelle unità d’offerta per le persone disabili.

Attualmente il Servizio è gestito da un’associazione temporanea di scopo tra le Cooperative Sociali “Insieme” di Morbegno e “Il Muschio” di Civo in convenzione con l’Ufficio di Piano del distretto di Morbegno.


Perché il SFA?

Il SFA tenta di sfruttare quanto più possibile le risorse esterne e riserva gli spazi della sede quasi esclusivamente al rinforzo delle capacità - potenziali e reali - dei ragazzi. Si potrebbe definire una specie di rifugio dove imparare ad essere più indipendenti.

Questo perché scopo fondante del SFA è fare INTEGRAZIONE SOCIALE e solo stando FUORI, in mezzo alle altre persone, è possibile realizzarla. Il principio è quello di individuare percorsi vicini alle normali circostanze di vita, puntando al riconoscimento reciproco del valore e dei diritti dell’altro.


Sensibilizzare la società

Svolgendo sul territorio - con il maggior grado di autonomia consentito - le proprie attività, chi frequenta il SFA sfrutta, come tutti noi, l’opportunità di godere degli stimoli positivi offerti dalla comunità.

La maggiore visibilità sul territorio accelera e facilita, inoltre, il processo di sensibilizzazione sociale. In altre parole impiegati di banca, negozianti, autisti di autobus, chi frequenta la mensa, ecc. possono imparare che anche le persone disabili sono parte integrante della comunità. Crediamo che chiunque possa rispondere in modo positivo ai problemi relativi ai portatori di handicap se ha avuto modo di avvicinarli con maggiore frequenza, conoscendoli meglio. Questo processo di sensibilizzazione difficilmente può avere luogo in un centro protetto o uscendo sul territorio solo occasionalmente. Per lo stesso motivo anche stare sempre in casa o frequentare le stesse persone o gli stessi ambienti può essere un ostacolo all’integrazione alla comunità. La partecipazione alla vita sociale e lo sviluppo delle autonomie rappresentano la garanzia di un futuro in cui le persone disabili riescano a condurre un’esistenza il più possibile indipendente.


Sviluppare un percorso di vita

Durante la sua giornata al SFA la persona disabile viene coinvolta in attività individuali e di gruppo allo scopo di osservare e rilevare le sue capacità, i suoi limiti, le potenzialità e le aspirazioni. Questo permette, in un secondo momento, di individuare delle proposte che possano garantirle un miglior grado di benessere e di soddisfazione.

Gli interventi possono consistere nel continuare la frequenza allo SFA, passare ad un altro servizio giudicato più idoneo, oppure nell’attuazione di progetti che implicano l’utilizzo di altre opportunità (Borsa Lavoro, programmi formativi, accompagnamento al lavoro...) anche con il preciso scopo di mantenere e monitorare le abilità raggiunte.

Chi frequenta il SFA viene gradualmente guidato ad acquisire livelli sempre più alti di autonomia personale e sociale, attraverso un percorso proposto dagli educatori sulla base delle aspirazioni del disabile stesso e della famiglia.


Realizzarsi lavorando

Il SFA attribuisce un valore particolare alla possibilità di svolgere un’attività lavorativa o occupazionale esterna al servizio: oltre a promuovere lo sviluppo dell’autonomia, ciò favorisce l’integrazione sociale la realizzazione personale e la crescita relazionale. Si tratta di uno strumento di grande importanza nella costruzione della propria identità, sia per chi è in grado di sviluppare autonomie tali da permetterne l’integrazione a pieno titolo nel mondo del lavoro, sia per chi - non potendo aspirare a livelli di produttività sufficienti - finalizza la propria occupazione all’autorealizzazione lavorativa all’interno di un normale ambiente di lavoro.

In ogni caso il SFA garantisce - attraverso percorsi individualizzati - la possibilità di sviluppare le autonomie o di mantenere le abilità raggiunte anche per quelle persone per le quali l’inserimento in un normale contesto lavorativo potrebbe risultare inadeguato o, addirittura, controproducente.


Promuovere la territorialità

Un altro scopo fondamentale del servizio di formazione all’autonomia è quello di promuovere la territorialità. Questo significa:

L’idea di base è che il Servizio di Formazione all’Autonomia debba essere “aperto”, attraverso la collaborazione con un ampio numero di persone e realtà radicate nel territorio.


Piano offerta educativa


  1. MODULO FORMATIVO


Il percorso presso il SFA si fonda sulla volontà di sfruttare quanto più possibile le risorse esterne e riserva gli spazi della sede al rinforzo delle capacità - potenziali e reali - degli utenti.


Questa particolare caratteristica fa parte di un percorso formativo che si pone come obiettivo ultimo l’inclusione sociale della persona. Il principio è quello di individuare percorsi vicini alle normali circostanze di vita, puntando al riconoscimento reciproco del valore e dei diritti dell’altro.


La fase formativa prevede un periodo di osservazione in cui vengono predisposte una serie di attività - individuali e di gruppo - allo scopo di osservare e rilevare le capacità, i limiti, le potenzialità e le aspirazioni della persona, in rapporto alle possibili autonomie personali, sociali, lavorative.


Lo strumento utilizzato per il perseguimento degli obiettivi del modulo formativo è il Progetto Educativo Individualizzato (PEI).

In seguito ad una lunga e sistematica osservazione della persona, si individuano i suoi bisogni, si definiscono una serie di obiettivi da perseguire e si stabiliscono le strategie da utilizzare per ottenere concreti progressi nel campo delle autonomie personali e sociali. La stesura del progetto deve essere necessariamente il frutto di una costante collaborazione con la famiglia, improntata ad una concreta condivisione degli obiettivi educativi. In altre parole il PEI è una specie di percorso scritto dell’evoluzione della persona nel periodo di frequenza del servizio, di “che cosa fa” e “perché”. Le attività presentate nel PEI nascono tenendo conto dei bisogni della singola persona con lo scopo di stimolarne al massimo le potenzialità di crescita. Nel caso si dimostrino inadeguate, o inefficaci, oppure quando l’obiettivo prefissato è considerato raggiunto, le attività vengono sostituite da altre giudicate più idonee.


  1. MODULO CONSOLIDAMENTO


Il Servizio di Formazione all’Autonomia svolge normalmente azioni formative e di orientamento volte al raggiungimento del massimo grado possibile di sviluppo delle autonomie e di inclusione sociale.

L’esperienza recente ha posto in evidenza la necessità – per alcuni utenti – di aggiungere alle consuete funzioni svolte dal SFA un’ ulteriore azione di consolidamento e supporto al percorso di vita individuato nel PEI.

Il livello di autonomia maturato da queste persone non è tale da escludere la necessità di un ulteriore sostegno da parte del SFA attraverso opportuni progetti e attività mirate per il mantenimento delle autonomie raggiunte.


  1. MODULO MONITORAGGIO


Il Servizio di Formazione all’Autonomia prevede la possibilità, una volta ultimato il percorso di consolidamento, dello sviluppo di un ulteriore periodo di permanenza presso il servizio, mirato a particolari esigenze della singola persona, o a situazioni - anche temporanee - che necessitino di monitoraggio e sostegno.

Allo stesso modo l’azione di monitoraggio può essere estesa a persone che pur non avendo frequentato alcun modulo, necessitino di interventi di sostegno temporaneo.


Funzionamento del SFA

1) Orario di apertura e frequenza

Il Servizio è attivo dal lunedì al venerdì, con orario di apertura che copre almeno la fascia oraria dalle ore 9.00 alle ore 16.00.

La frequenza dei singoli utenti è variabile a seconda delle esigenze progettuali e di servizio ed è da concordare nel corso dell’anno con le famiglie. Per questa ragione oggi alcune attività vengono realizzate fuori dalla fascia oraria sopra indicata.

Le attività vengono sospese per 2/3 settimane nel periodo estivo (agosto) e durante le festività natalizie.


2) Sede

La sede operativa del Servizio di Formazione all’Autonomia si trova nel Comune di Cosio Valtellino in via Lombardia n. 14 (località Prati Bitto). La struttura è stata concessa in uso con contratto di comodato da parte della FONDAZIONE SANSI MARTINO ONLUS di Cosio Valtellino.

Si sottolinea, inoltre, che le Cooperative “Insieme” e “Il Muschio” dispongono e/o utilizzano altri spazi per la realizzazione di attività specifiche, sia a livello individuale che di gruppo. In particolare vengono utilizzate strutture nel Comune di Morbegno.


3) Personale

Il SFA dispone di un gruppo di operatori qualificato e con esperienza pluriennale nell’ambito dei servizi a favore delle persone disabili:

L’équipe educativa è composta da:

Bianchini Elena – Coordinatore

Stefano Mogavero – Educatore

Erica Passerini – Educatore

Alessandra Ligari – Educatore


Emilio Ciapponi – Educatore

Maria Luisa Zecca – Educatore

Elisa Bondini - Educatore


All’interno del SFA operano anche altre figure molto importanti che sono:

- volontari del Servizio Civile Nazionale;

- volontari;

- tirocinanti.


4) Attività

L’offerta formativa del SFA si struttura intorno a una serie di attività, individuali e di gruppo, pensate e organizzate a partire dai singoli progetti individualizzati, in funzione degli obiettivi fissati. Pertanto il Servizio presenta attività che vengono realizzate con regolarità, mentre altre hanno natura più saltuaria. Inoltre, nel corso degli anni, “Insieme” e “Il Muschio” hanno sviluppato competenze e specificità proprie, dando così la possibilità di ampliare l’offerta di attività rivolte all’utenza.

Per tali ragioni è difficile descrivere tutte le attività che il SFA può offrire. In generale le attività si possono suddividere tra attività realizzate a livello individuale o di gruppo.

Principali attività di gruppo:


A livello individuale possiamo trovare attività:

E’ importante sottolineare che la maggior parte di queste attività viene realizzata al di fuori della sede del servizio.


5) Trasporti

Il servizio di trasporto dal comune di residenza alla sede delle attività (e ritorno) viene offerto valutando la situazione complessiva di ciascun utente e l’organizzazione complessiva del Servizio. In ogni caso viene data priorità – ove possibile – all’utilizzo in autonomia dei mezzi pubblici da parte dei singoli utenti, anche attraverso la progettazione e la realizzazione di specifici percorsi educativi.

L’ATS attualmente dispone di due automezzi a 9 posti.


6) Convenzione con l’Ufficio di Piano

Il Servizio di Formazione all’Autonomia viene realizzato in convenzione con l’Ufficio di Piano del distretto di Morbegno, tuttavia i fondi pubblici coprono tra il 60 e il 70% dei costi totali. La parte restante viene coperta attraverso:

- le rette e i rimborsi spese versati dagli utenti o loro famiglie (circa 18/20% dei costi);

- risorse economiche (circa 14/16%) reperite dalle Cooperativa “Insieme” e “Il Muschio” con la realizzazione di attività specifiche, azione di raccolta fondi, ecc..


7) Accesso al servizio

Possono accedere al Servizio di Formazione all’Autonomia le persone disabili residenti nei Comuni del mandamento di Morbegno, in età compresa tra i 16 e i 35 anni. In alcuni casi è possibile l’ammissione di persone al di sopra dei 35 anni.

L’ammissione al SFA è proposta dal Servizio Sociale di Base e viene valutata con l’équipe del Servizio stesso. Pertanto chi volesse ricevere informazioni preliminari è opportuno che si rivolga al Servizio Sociale del proprio comune di residenza.


8) Frequenza e retta mensile

L’accesso al Servizio, definito sulla base del progetto educativo individualizzato, può essere a tempo pieno o a tempo parziale.


La retta mensile a carico degli utenti del SFA è suddivisa in due parti


Altre spese non comprese nella retta mensile sono:

La retta fissa mensile viene fatturata alle famiglie anche in caso di assenze prolungate dell’utente.



Per Informazioni e/o Contatti

Cooperativa Sociale “Insieme”

Via Beato Andrea n. 16

23017 Morbegno (SO)

Tel. 0342614587 – Fax 0342600847

e-mail: cinsieme@libero.it


Cooperativa Sociale “Il Muschio”

Via Lombardia n. 14

23013 Cosio Valtellino (SO)

Tel. e Fax 0342 051078

e-mail: ilmuschio@inwind.it




Morbegno, 29 settembre 2008



INSIEME cooperativa sociale

Il Presidente

(Massimo Bevilacqua)

 

Carta del servizio